Biographie, Deutscher Text

Italo Valenti e la sua vita
(testo di Carlo Carena)


Italo Valenti, His life
(by Carlo Carena)


L'infanzia
(manoscritto di Italo Valenti)

 

Biografia
a cura di Luigi Cavadini, tratta da Italo Valenti, Antologica, Casa Rusca Pinacoteca comunale, Locarno

 


1912-1933


1934-1943

1946-1952

1958-1963

1964-1971

1974-1982

1985-1995

 

Famiglia

1912
Italo Valenti nasce il 29 aprile a Milano nella zona di Porta Ticinese. La guerra gli sottrae presto la presenza del padre e la madre si trasferisce nel frattempo a Vicenza per seguire la succursale dell'azienda di famiglia. Rimane affidato alla nonna fino all'età di 7 anni, quando, al ritorno del padre dalla guerra, la famiglia si trasferisce a Vicenza. I racconti e le favole di nonna Emilia costituiranno una fonte di ispirazione continua per la sua pittura.


1925-26
Lascia la scuola, sempre frequentata contro voglia, e viene accolto in un atelier di ceramica dove può sfruttare la sua propensione al disegno, che affina a Milano presso un pittore su smalto e in una scuola serale di disegno.

1927
Frequenta i corsi serali della Scuola d'Arti e Mestieri di Vicenza, mentre lavora presso un orefice. Questo e gli anni immediatamente successivi sono importanti per i contatti che riesce a intrecciare. Particolarmente significativa è l'amicizia con Neri Pozza, che sarà scrittore ed editore insigne.

1930-32
Comincia a dipingere e nel 1932 espone per la prima volta le sue opere: a Vicenza nella Mostra sindacale e a Valdagno (con Giuseppe Marin).

1933
Frequenta un corso di disegno all'Accademia di Belle Arti di Venezia.

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1934-37
Segue i corsi di pittura all'Accademia di Belle Arti di Milano. Ha come apprezzati docenti il pittore Aldo Carpi ed Eva Tea, docente di Storia dell' Arte. Del 1935 è un viaggio a Bruxelles e a Parigi. Il ritiro del passaporto al suo rientro da questo viaggio acuisce la sua insofferenza per il fascismo, insofferenza che lo porterà per alcuni giorni in carcere nell'aprile del 1937.

Famiglia_Brera

1937-1942
Partecipa attivamente alla fondazione di Corrente ed espone alle due collettive organizzate dalla rivista nel 1939. Sulle riviste del gruppo "- Vita giovanile" (il 1° numero esce l'1 gennaio 1938), poi "Corrente di Vita Giovanile", infine "Corrente" (la soppressione è del 31 maggio 1940) - appaiono varie riflessioni sulla sua pittura. Dal 1939 insegna alla Scuola libera del Nudo di Brera.

1941
È questo l'anno delle prime esposizioni personali: alla Galleria Genova di Genova (con Luigi Broggini; testi di Luciano Anceschi, Beniamino Joppolo e Guido Piovene) e alla Bottega di Corrente a Milano (testo di Luciano Anceschi).

1942
Sposa Angela Valdevit, una sua allieva, e va ad abitare in un appartamento che guarda sulla Stazione Centrale. La stazione e i treni entreranno da protagonisti nel suo immaginario.

1943
All'istituzione della Repubblica Sociale Italiana si rifiuta di continuare l'insegnamento e si rifugia con la moglie a Porcia, nel Veneto, presso la famiglia di lei.

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1946
Col ritorno a Milano, dove gli viene restituito il passaporto sequestratogli nel 1935, riprende l'insegnamento a Brera dove diviene assistente di Aldo Carpi. Si stacca nel frattempo da Corrente di cui non condivide le posizioni politiche. Da qui in poi la sua ricerca sarà solitaria, anche se non gli mancheranno amicizie significative come quella di Eugenio Montale (arriva a Milano, al "Corriere della sera" nel 1948) che nell'atelier di Valenti esegue alcuni suoi dipinti.

1948
Partecipa alla Rassegna Nazionale di Arti Figurative (V Quadriennale Nazionale di Roma), alla 1a Mostra Nazionale d'Arte Contemporanea a Milano e alla XXIV Esposizione biennale internazionale d'arte di Venezia (dove tornerà anche nel 1950).


Famiglia_Anne1950
Dirige un corso estivo presso la galleria d'arte Kasper-Ansermet di Ascona. Qui conosce Anne de Montet, che diventerà sua moglie.

1952-1960
Abbandona l'insegnamento a Brera e si trasferisce a Locarno Muralto. In Canton Ticino resterà per tutta la vita, intrattenendo rapporti amichevoli con artisti di varia provenienza che vivono nel locarnese e in particolare con lo scultore Remo Rossi, Jean Arp, Julius Bissier e Ben Nicholson. Dal 1953 inizia ad esporre in Svizzera, a Bellinzona, poi a Basilea, Zurigo, Ascona, senza abbandonare, almeno per quanto riguarda le esposizioni, l'Italia (mostre a Milano e Verona).

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1958
Terza presenza alla Biennale di Venezia.

1959
Sue opere sono presenti nella rassegna "50 anni d'arte a Milano, dal Divisionismo ad oggi" e alla Quadriennale di Torino.

1960
La mostra che gli viene dedicata al Kunstverein di Friburgo i.B. accoglie per la prima volta i collage, tecnica cui Valenti ha iniziato a dedicarsi nel 1959, e che diventerà via via preponderante nella sua produzione. Carlo Carena, nell'introduzione al Catalogo ragionato, sottolinea giustamente che questa "è la sua nuova forma di pittura astratta" annotando che " l'attività manuale dell'artista trova un'originale e stimolante sistemazione nel gruppo di atelier che Remo Rossi organizza alla periferia di Locarno: con Rossi e Valenti lavorano Arp, Hans Richter, Ingeborg Lüscher e più tardi Fritz Glarner".

A partire da quest'anno la sua attenzione e le sue esposizioni si rivolgono in particolare a nord (oltre alla Svizzera, Germania, Gran Bretagna, Irlanda) ma non mancano puntate negli Stati Uniti, dove espone dapprima in una collettiva al Carnegie Institute di Pittsburg (1961) e quindi a New York presso la Osborne Gallery (1965) e a Boston alla Eleanor Rigelhaupt Gallery (1966).

1963
Al Kunstmuseum di San Gallo partecipa ad una importante collettiva con Arp, Bissier, Nicholson e Tobey.

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1964
In occasione della mostra personale alle Waddington Galleries di Londra, la Tate Gallery acquista un'opera a collage -Palestrina, 1963- per la propria collezione.

Famiglia_ValleMaggia1967
Valenti si accosta alla stampa d'arte realizzando alcune litografie a colori nell'atelier di François Lafranca a Locarno. Oltre che stampatore, Lafranca è anche appassionato artigiano della carta, produttore di carte speciali, a cui l'artista attìnge anche per la realizzazione dei collage. Ottenuto il divorzio dalla prima moglie, sposa Anne de Montet e compie con lei un viaggio in Bretagna, il cui influsso si percepisce nelle opere di quell'anno e di quello successivo.

1969
Viaggio a Bruges e a Gand, sulle tracce dei fiamminghi e in particolare di Van Eyck e Memling.

1970
Presso l'editore Scheiwiller esce una monografia sull'artista con la riproduzione di 22 collage e un testo di Manuel Gasser.

1971
Grande mostra personale presso la Galerie Kornfeld di Zurigo, una delle più importanti gallerie storiche svizzere.

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1974-1976
Esposizioni in gallerie di tutta Europa: a Milano Vismara (1974), a Berna Kornfeld und Klipstein (1974), a Bonn Pudelko (1975), ad Amsterdam Brinkman (1975) e poi ancora Kornfeld a Zurigo (1976).

1978
Al Palazzo Reale di Napoli è proposta la retrospettiva "Corrente, Cultura e Società, 1938-1942" curata da Enrico Crispolti, Vittorio Fagone e Ciro Ruju.

1980
Il Kunsthaus di Zurìgo presenta una importante retrospettiva dell'opera di Valenti, con 107 opere datate tra 1939 e 1979. Nello stesso anno una selezione di collage di piccolo formato è esposta alla Scottish National Gallery di Edimburgo.

1981
Dopo quasi trent'anni di vita in Svizzera, Valenti ottiene la cittadinanza svizzera.
Una mostra dal titolo "Peintres du silence" al Musée Jenisch di Vevey accosta in un proficuo confronto opere di Valenti, Nicholson, Morandi, Bissier, Rothko e Tobey.

1982
Due retrospettive ne celebrano i settant'anni: una nel rinnovato Museo Comunale di Ascona, l'altra presso la Galleria Civica di Campione d'Italia.

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1985 Una mostra in Palazzo Reale a Milano affronta il tema "Corrente: il Movimento d'arte e cultura di oppo­ sizione 1930-1945" e l'opera di Valenti è documentata con 24 opere che ne illustrano tutta l'evoluzione, dagli anni giovanili di Corrente appunto agli anni recenti. Poco dopo Valenti è colpito da un ictus cerebrale che ne limiterà l'azione, privandolo della parola e dell'uso del braccio destro. I collage che realizzerà negli anni a seguire appartengono a quella che egli definì come "epoca della mano sinistra".

1987
Sylvio Acatos cura la pubblicazione di una monografia sull'artista per le edizioni della Bibliothèque des Arts et des Lettres di Losanna e Parigi, mentre la Fondation Pierre Gianadda di Martigny gli dedica un'ampia rassegna antologica.

1991
A quasi quarant'anni dalla prima esposizione ticinese tenuta nel Palazzo Comunale di Bellinzona (1953), la Civica Galleria d'Arte Villa dei Cedri della stessa città gli dedica una significativa rassegna che si estende, con una sezione riservata all'opera grafica, al Museo Epper di Ascona.

1992
Gli ottant'anni dell'artista coincidono con una mostra alla Fondazione Querini Stampalia di Venezia, che accoglie opere eseguite a partire dal 1941.

1995
II 6 settembre la vita di Valenti giunge alla sua conclusione.

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Anmerkungen zur Biographie

 

1912
Italo Valenti wird am 29. April in Mailand im Stadtviertel Porta Ticinese geboren. Aufgrund des Krieges muss er früh auf die Präsenz des Vaters verzichten. Zugleich geht seine Mutter nach Vicenza, um dort die Filiale des Familienbetriebs zu führen. Italo wird bis zum Alter von 7 Jahren der Grossmutter zur Pflege anvertraut, Als der Vater aus dem Krieg heimkehrt, übersiedelt die Familie nach Vicenza. Die Erzählungen und Märchen von Grossmutter Emilia stellen später eine konstante Quelle der Inspiration für Valentis Malerei dar.

1925-26
Er verlässt die Schule, die er immer sehr ungern besucht hat und kommt in einer Keramikwerkstatt unter, wo ihm seine Vorliebe für das Zeichnen sehr zugute kommt. In Mailand ver­feinert er seine Technik bei einem Emailmaler und in Zeichenkursen an einer Abendschule

1927
Er besucht die Abendkurse an der Kunstgewerbeschule in Vicenza und arbeitet gleichzeitig bei einem Goldschmied.

Dieses Jahr ist - wie die folgenden -unter dem Gesichtspunkt der neuen Bekanntschaften sehr wichtig. Besonders bedeutsam ist die Freundschaft mit Neri Pozza, der später ein berühmter Schriftsteller und Verleger wird.

1930-32
Er beginnt zu malen und stellt seine Werke 1932 zum ersten Mal aus: in der Gewerkschaftsausstellung in Vicenza und in Valdagno (zusammen mit Giuseppe Marin).

Er besucht einen Zeichenkurs an der Akademie der Schönen Künste in Venedig.

1934-37
Er studiert Malerei an der Akademie der Schönen Künste in Mailand. Als Dozenten schätzt er besonders den Maler Aldo Carpi und die Dozentin für Kunstgeschichte Eva Tea. 1935 unternimmt er eine Reise nach Brüssel und Paris. Bei seiner Rückkehr wird ihm sein Pass abge­ nommen, was seine Aversion gegen den Faschismus weiter verstärkt. Aufgrund seiner Position landet er im April 1937 für einige Tage im Gefängnis.

1937-1942
Er beteiligt sich aktiv an der Gründung der Künstlergruppe Corrente und ist auf zwei Gruppenausstellungen vertreten, die die Zeitschrift 1939 veranstaltet. In den Zeitschriften der Gruppe -"Vita giovanile" (die erste Nummer erscheint am 1. Januar 1938), dann "Corrente di Vita Giovanile" und schliesslich "Corrente" (ihr Erscheinen wird am 31. Mai 1940 eingestellt) - erscheinen mehrere Artikel über seine Malerei. Ab 1939 unterrichtet er in der Freien Schule für Aktmalerei an der Kunstakademie Brera.

1941
In diesem Jahr finden seine ersten. Einzelausstellungen statt: in der Galerie Genova in Genua (mit Luigi Broggini; Texte von Luciano Anceschi, Beniamino Joppolo und Guido Piovene) und in der Bottega di Corrente in Mailand (Text von Luciano Anceschi).

Er heiratet Angela Valdevit, eine sei­ner Schülerinnen, und bezieht mit ihr eine Wohnung mit Blick auf den Hauptbahnhof. Der Bahnhof und die Züge werden zu einem zentralen Motiv in seiner Vorstellungswelt

1943
Als die faschistische Repubblica Sociale Italiana ausgerufen wird, wei­gert er sich, seine Lehrtätigkeit weiter auszuüben und flüchtet mit seiner Frau zu deren Familie nach Porcia im Veneto.

Nach seiner Rückkehr nach Mailand, wo er seinen 1935 beschlagnahmten Pass zurückerhält, nimmt er seine Lehrtätigkeit an der Kunstakademie Brera wieder auf. Hier wird er Assistent von Aldo Carpi. Zu dieser Zeit löst er sich von der Gruppe Corrente, weil er ihre politischen Positionen nicht teilt. Von nun an geht er seinen Weg allein, auch wenn es ihm nicht an bedeutsa­men Freundschaften mangelt, etwa mit Eugenio Montale (ab 1948 beim "Corriere della sera" in Mailand), der in Valentis Ateliers einige Gemälde anfertigt.

1948
Er nimmt an der Nationalen Ausstellung Darstellender Künste teil (V. Quadriennale Nazionale in Rom), ebenso an der 1. Nationalen Ausstellung Zeitgenössischer Kunst in Mailand und an der 24. Biennale in Venedig (wo er 1950 erneut vertreten ist).

1950
Er leitet einen Sommerkurs in der Kunstgalerie Kasper-Ansermet in Ascona. Hier lernt er Anne der Montet kennen, die später seine Frau wird.

1952-1960
Er gibt seine Lehrtätigkeit an der Kunstakademie Brera auf und über­siedelt nach Locarno Muralto. Im Tessin wird er dann sein ganzes Leben lang bleiben und freundschaft­liche Beziehungen mit Künstlern unterschiedlicher Herkunft pflegen, die im Gebiet von Locarno leben, insbesondere mit dem Bildhauer Remo Rossi mit Jean Arp, Julius Bissier und Ben Nicholson. Ab 1953 stellt er in der Schweiz aus, zunächst in Bellinzona, dann in Basel, Zürich und Ascona, doch auch Italien gibt er nicht auf, zumindest was die Ausstellungen betrifft (in Mailand und Verona).

1958
Er ist zum dritten Mal auf der Biennale in Venedig vertreten.

1959
Seine Werke werden in der Ausstellung "50 anni d'arte a Milano, dal Divisionismo ad oggi" (50 Jahre Kunst in Mailand, vom Divisionismus bis heute) und auf der Quadriennale in Turin ausgestellt.

In der Ausstellung, die ihm der Kunstverein Freiburg i.B. widmet, sind zum ersten Mal Collagen vertre­ten. Dieser Technik hat sich Valenti 1959 zugewendet, und später nimmt sie in seinem Schaffen eine vorherr­schende Rolle ein. In seiner Einleitung zum Ausstellungskatalog unterstreicht Carlo Carena zu Recht, dass dies "seine neue Form abstrakter Malerei ist", und er bemerkt weiter: .."die manuelle Tätigkeit des Künstlers kann sich auf ganz individuelle und anregende Weise in dem Atelier ent­falten, das Remo Rossi am Stadtrand von Locarno eingerichtet hat: mit Rossi und Valenti arbeiten Arp, Hans Richter, Ingeborg Lüscher und später Fritz Glarner".

Von diesem Jahr an gehen seine Aufmerksamkeit und auch seine Ausstellungen vor allem Richtung Norden (neben der Schweiz nach Deutschland, Grossbritannien, Irland), aber auch Termine in den Vereinigten Staaten fehlen nicht. Hier ist er zunächst in einer Gruppenausstellung im Carnegie Institute Pittsburg vertreten (1961), später in der Osborne Gallery in New York (1965) und in der Eleanor Rigelhaupt Gallery in Boston (1966).

Im Kunstmuseum Sankt Gallen nimmt er an einer wichtigen Gruppenausstellung mit Arp, Bissier, Nicholson und Tobey teil

Bei seiner Einzelausstellung in den Waddington Galleries in London erwirbt die Tate Gallery ein Collagewerk (Palestrina, 1963) für ihre Sammlung.

1967
Valenti wendet sich dem Kunstdruck zu und realisiert einige Farblithographien im Atelier von François Lafranca in Locarno. Lafranca ist nicht nur Kunstdrucker, sondern auch begeisterter Hersteller von handgemachtem Papier. Dieses Spezialpapier verwendet der Künstler auch für seine Collagen. Nach der Scheidung von seiner ersten Frau heiratet er Anne de Montet. Mit ihr unternimmt er eine Reise in die Bretagne, die in seinen Werken nun erkennbare Spuren hinterlässt.

Reise nach Brügge und Gent auf den Spuren der flämischen Maler, vor allem Van Eyck und Memling.

Im Verlag Scheiwiller erscheint eine Monographie über den Künstler mit der Reproduktion von 22 Collagen und einem Text von Manuel Gasser.

1971
Grosse Einzelausstellung in der Galerie Kornfeld in Zürich, einer der wichtigsten historischen Galerien der Schweiz.

1974-1976
Ausstellungen in Kunstgalerien auf

internationaler Ebene: Vismara in Mailand (1974), Kornfeld und Klipstein in Bern (1974), Pudelko in Bonn (1975), Brinkman in Amsterdam (1975), dann erneut Kornfeld in Zürich (1976).

1978
Im Palazzo Reale in Neapel findet die Retrospektive "Corrente, Cultura e Società, 1938-1942" statt, kuratiert von Enrico Crispolti, Vittorio Fagone und Giro Ruju.

Das Kunsthaus Zürich präsentiert eine bedeutende Retrospektive zum Werk von Italo Valenti mit 107 Werken aus den Jahren 1939-1979. Im selben Jahr wird eine Auswahl kleinformatiger Collagen in der Scottish National Gallery in Edinburgh ausgestellt.

1981
Nachdem er fast dreissig Jahre in der Schweiz gelebt hat, erhält Valenti die schweizerische Staatsangehörigkeit. In einer Ausstellung mit dem Titel "Peintres du silence" im Musée Jenisch in Vevey werden in einer pro­duktiven Zusammenstellung Werke von Valenti, Nicholson, Morandi, Bissier, Rothko und Tobey präsen­tiert.

Mit zwei Retrospektiven wird sein siebzigstes Lebensjahr gewürdigt: die eine im frisch renovierten Museo Comunale in Ascona, die andere in der Galleria Civica in Campione d'Italia.

1985
Eine Ausstellung im Palazzo Reale in Mailand zum Thema "Corrente: il Movimento d'arte e cultura di oppo-sizione 1930-1945" dokumentiert Valentis Arbeit mit 24 Werken, die seine gesamte Entwicklung wider­spiegeln, von den Jugendjahren in der Künstlergruppe bis in jüngere Zeiten. Wenig später erleidet Valenti einen Schlaganfall, wodurch seine Aktionsfähigkeit erheblich einge­schränkt wird: er kann nicht mehr sprechen und den rechten Arm nicht mehr bewegen.

Die Collagen, die in den folgenden Jahren entstehen, bezeichnet er als Werke aus der "Epoche der linken Hand".

Sylvio Acatos gibt eine Monographie über den Künstler heraus, die im Verlag der Bibliothèque des Arts et des Lettres Lausanne und Paris erscheint. Zur gleichen Zeit widmet ihm die Fondation Pierre Gianadda in Martigny eine umfassende Retrospektive.

Fast vierzig Jahre nach der ersten Ausstellung im Tessin, die 1953 im Palazzo Comunale in Bellinzona statt­fand (1953), widmet ihm die Civica Galleria d'Arte Villa dei Cedri in der­selben Stadt eine bedeutende Ausstellung. Sie dehnt sich bis in das Museo Epper in Ascona aus, wo eine Abteilung für sein graphisches Werk reserviert ist.

1992
Im achtzigsten Lebensjahr des Künstlers findet eine Ausstellung in der Fondazione Querini Stampalia in Venedig statt, mit Werken ab 1941.

1995
Am 6. September erreicht Italo Valentis Lebensweg sein Ende.

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